Passeggiata lungo il Sentiero Salvatore Furia di Masciago Primo

Il Sentiero Naturalistico Salvatore Furia di Masciago Primo, nel cuore del Parco Regionale Campo dei Fiori, è una passeggiata nel bosco dove i bambini potranno scoprire le sorgenti pietrificanti, un gigantesco masso trasportato dai ghiacciai e antiche fortificazioni nascoste tra gli alberi
Si tratta di un percorso ad anello di circa 5 chilometri, segnalato e arricchito da pannelli didattici in corrispondenza dei principali punti di interesse. Il Parco Campo dei Fiori lo classifica come itinerario di tipo T, turistico, quindi tecnicamente semplice, anche se si cammina prevalentemente su sterrato e sentieri nel bosco.

Una passeggiata da fare con i bambini
Quello che rende particolarmente interessante il Sentiero Salvatore Furia per una gita in famiglia è la varietà del percorso.
Non si cammina semplicemente nel bosco: lungo l'itinerario ci sono continuamente piccole scoperte da fare insieme ai bambini.
Si incontrano corsi d'acqua, boschi di latifoglie, radure, forre e affioramenti rocciosi, fino ad arrivare ad alcuni dei punti più curiosi dell'escursione: le sorgenti pietrificanti, il grande Sass della Rossera e le fortificazioni della Linea Cadorna.
Una combinazione perfetta soprattutto per quei bambini che durante una passeggiata hanno bisogno di avere continuamente una nuova “missione” da raggiungere.

Da dove parte il Sentiero Salvatore Furia
Il percorso si trova a Masciago Primo, piccolo comune della Valcuvia interamente compreso nel territorio del Parco Regionale Campo dei Fiori.
Un comodo punto dal quale iniziare l'escursione è il parcheggio di fronte al cimitero di Masciago Primo. È proprio da qui che partono anche le escursioni ufficiali organizzate dal Parco Campo dei Fiori.
Dal parcheggio si percorre inizialmente un breve tratto su strada prima di entrare nel bosco e imboccare il percorso naturalistico ad anello ben segnato da cartelli informativi.

Le sorgenti pietrificanti: quando l'acqua costruisce la roccia
Una delle prime sorprese del percorso sono le sorgenti pietrificanti, sicuramente uno dei punti sui quali vale la pena soffermarsi con i bambini.
Il nome sembra uscito da una storia fantastica, ma dietro questo fenomeno c'è la geologia.
L'acqua che attraversa le rocce calcaree del sottosuolo si arricchisce di carbonato di calcio. Quando torna in superficie, parte di questo materiale si deposita progressivamente formando travertino, una roccia porosa che può ricoprire sassi, muschi, foglie e piccoli elementi vegetali.
Nel tempo l'acqua crea così concrezioni e depositi che danno l'impressione che ciò che incontra venga lentamente trasformato in pietra.
Proprio le sorgenti pietrificanti rappresentano uno degli elementi di maggiore interesse naturalistico e didattico del Sentiero Furia.
Per i bambini può diventare una bella occasione per osservare da vicino come anche l'acqua possa contribuire alla formazione delle rocce.

Il Sass della Rossera: il gigantesco masso arrivato con i ghiacciai
Continuando la passeggiata si incontra un altro protagonista del percorso: il Sass della Rossera, un grande masso erratico immerso nel bosco.
Anche in questo caso ci troviamo davanti a una piccola lezione di geologia all'aperto.
I massi erratici sono enormi blocchi di roccia trasportati per grandi distanze dagli antichi ghiacciai. Quando i ghiacciai si sono ritirati, migliaia di anni fa, questi giganteschi “viaggiatori di pietra” sono rimasti sul territorio.
Il Sass della Rossera è uno dei punti espressamente valorizzati lungo il percorso naturalistico e rappresenta una tappa che può affascinare particolarmente i bambini per le sue dimensioni.
Si può provare a chiedere loro:
“Secondo voi come ha fatto una pietra così grande ad arrivare fin qui?”
Prima di spiegare la risposta, naturalmente.

Nel bosco compaiono trincee e fortificazioni
Dalla geologia si passa improvvisamente alla storia.
Una parte del Sentiero Salvatore Furia percorre infatti la vecchia strada militare dello Sbarramento della Valcuvia, appartenente al sistema difensivo della Frontiera Nord, comunemente conosciuto come Linea Cadorna.
Nel bosco compaiono così trincee, postazioni e manufatti militari, alcuni realizzati anche in galleria.
Furono costruiti nell'ambito del sistema difensivo realizzato lungo il confine settentrionale italiano durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la vegetazione ha in gran parte riconquistato questi luoghi e l'effetto per chi cammina nel bosco è particolarmente suggestivo.
Con bambini abbastanza grandi questa parte della passeggiata può diventare l'occasione per raccontare, con parole semplici, perché furono costruite queste opere e immaginare come potesse essere la vita dei soldati all'interno delle fortificazioni.
Una piccola torcia può essere utile se si desidera osservare meglio alcuni degli ambienti più bui; è comunque importante non entrare in strutture non accessibili o non messe in sicurezza.
Una passeggiata dedicata a Salvatore Furia
Il nome del sentiero non è casuale.
Il percorso è dedicato a Salvatore Furia, figura importantissima per la storia scientifica e ambientale del territorio varesino.
Nato a Catania nel 1924 e trasferitosi giovanissimo a Varese, Furia fondò nel 1956 la Società Astronomica G.V. Schiaparelli e fu l'ideatore della Cittadella di Scienze della Natura del Campo dei Fiori.
Astronomia, meteorologia, divulgazione scientifica e difesa dell'ambiente furono al centro della sua attività. Fu inoltre tra i protagonisti della tutela del patrimonio naturale varesino e della nascita dei parchi lombardi, oltre che promotore delle Guardie Ecologiche Volontarie e impegnato nella protezione del cielo notturno.
Il sentiero di Masciago Primo è stato inaugurato nel 2016 proprio per ricordarlo e per continuare una delle idee che hanno caratterizzato tutta la sua vita: avvicinare le persone alla scienza attraverso la conoscenza diretta della natura.
I pannelli didattici lungo il percorso
Il Sentiero Furia non è soltanto segnalato: lungo il tracciato sono stati installati pannelli informativi e didattici che aiutano a comprendere ciò che si incontra.
I temi spaziano dalla geologia alla natura fino alla storia del territorio.
Il percorso, realizzato dal Comune di Masciago Primo insieme al Parco Campo dei Fiori, è stato successivamente arricchito con nuovi pannelli e installazioni nell'ambito del progetto InsubriParks.
È proprio questo aspetto a renderlo particolarmente interessante con bambini in età scolare: invece di dover “inventare” continuamente qualcosa da raccontare durante la passeggiata, è il sentiero stesso a suggerire cosa osservare.
Non a caso il percorso viene utilizzato anche per attività didattiche rivolte alle scuole, con approfondimenti dedicati a botanica, geologia, massi erratici e sorgenti pietrificanti.
Quanto è lungo il Sentiero Salvatore Furia?
Il percorso naturalistico ufficiale è un anello di circa 5 km.
Naturalmente il tempo necessario cambia molto se si cammina con bambini.
Più che considerare soltanto il tempo di percorrenza, suggeriamo di mettere in conto almeno 2 ore e mezza/3 ore, lasciando il tempo necessario per fermarsi alle sorgenti, osservare il masso erratico, leggere i pannelli e curiosare tra i resti della Linea Cadorna.
Informazioni pratiche
Dove: Masciago Primo (VA), Parco Regionale Campo dei Fiori
Partenza consigliata: parcheggio di fronte al cimitero di Masciago Primo
Tipo di percorso: anello
Lunghezza: circa 5 km
Difficoltà: T – turistico
Fondo: principalmente sterrato e sentiero nel bosco
Tempo con bambini: prevedere indicativamente 2 ore e mezza/3 ore comprese le soste
Passeggino: sconsigliato
Zaino porta-bebè: sì
Cani: ammessi; nelle aree naturali è comunque necessario rispettare le disposizioni del Parco
Costo: accesso libero e gratuito
Punti di interesse: sorgenti pietrificanti, Sass della Rossera, corsi d'acqua, boschi, Linea Cadorna e panorami sulla Valcuvia e sulla Valtravaglia
Quando richiedi informazioni o prenoti fai sapere che hai scoperto l'evento grazie al sito www.vareseperibambini.it. Ci aiuterai a renderlo sempre più ricco di eventi e segnalazioni interessanti per le famiglie!
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